La nostra storia

Siamo rumeni. E amiamo il Sud più di quanto riusciamo a spiegare.

Non abbiamo scoperto il Sud d'Italia da una guida turistica. Lo abbiamo scoperto attraverso le persone — a una tavola, una sera, con tanto dialetto e tante risate. Da allora non siamo più riusciti a dimenticarlo.

Parliamo italiano. Non perche lo abbiamo imparato a scuola — ma perche lo abbiamo amato da bambini e ci abbiamo trovato qualcosa che non trovavamo altrove.

Veniamo al Sud non come turisti. Veniamo a casa.

Tutto è cominciato con una tavola. A Sibiu, non in Italia.

Una donna italiana di nome Eleonora cucinava ogni giorno per dodici persone — per non mangiare da sola. Rumeni e italiani, tre quattro portate, prodotti portati dall'Italia, una tavola che non finiva mai in orario.

Avevo ventisette anni e quella sera ho parlato per la prima volta l'italiano che sapevo da bambino ma che non avevo mai parlato con nessuno. Tre siciliani, tanto dialetto, tante risate. Una serata che non ho dimenticato fino ad oggi.

Quella sera ho conosciuto la gente del Sud. E niente di quello che avevo sentito fino ad allora su di loro era vero.

Molti anni dopo è arrivata Teodora. E tre mesi dopo esserci conosciuti, sapevamo già dove andare insieme.

Ad un certo punto abbiamo capito tutti e due la stessa cosa — casa per noi non significa dove siamo nati. Casa significa Sud. Italia.

Vogliamo la cittadinanza italiana. Vogliamo una piccola casa nel Sud. Non perché va di moda. Ma perché lì siamo noi.

Attraverso il lavoro abbiamo conosciuto Stefano. In sei mesi era già famiglia. Quando gli ho detto che volevamo la cittadinanza italiana — che per noi l'Italia è casa — qualcosa è cambiato tra noi. Certe cose non hanno bisogno di traduzione.